mercoledì 10 aprile 2013

Tsambíka, fertili gradini



Viaggio nell'isola di Rodi/2 - Un santuario issato su uno sperone roccioso, con una vista straordinaria sulla costra orientale e sulla non lontana Turchia.

295. Tanti sono i gradini che tocca salire per accedere al piccolissimo santuario di Tsambíka, anzi Kýra Panagía Tsambíka, issato su una roccia a strapiombo sul mare, a 550 metri, sulla costa orientale dell’isola di Rodi. Ogni gradino ha l’alzata dipinta di bianco, e ogni cinque scalini una mano misericordiosa ha tracciato il numero di quelli già percorsi: 5, 10, 15… 295! Non pochi, soprattutto per le tante persone anziane che salgono quassù, per venerare la Vergine di Tsambíka. Ma, per fortuna, la maggior parte di coloro che salgono sul monte sono giovani e donne, perché qui la grazia richiesta consiste nel poter avere figli. Così sono frequenti anche le coppie che salgono portando sul petto o sulle spalle dei bebè, la grazia ricevuta. L’usanza vuole che il frutto di una tale grazia venga chiamato Tsambíko se maschio e Tsambíka se femmina!
Arrivati alla sommità della roccia, non si può non rimanere stupiti dallo straordinario panorama che da lì si può ammirare, che abbraccia la costa dell’isola da Rodi a Líndos, mostrando quelle straordinarie baie che costituiscono la bellezza e la grandezza del litorale. Viene da tuffarsi nel mare azzurro e verde e turchese, planando come novello Icaro alla ricerca della benedizione del cielo e di Maria. Ma quel che stupisce non poco è il confronto tra la maestosità del panorama che si gode da quassù e l’angustia della piccola chiesa che odora di olio, cera, incenso e sudore, ricolma di piccoli ex voto e icone d’ogni forma, dimensione e genere. Sta tutta qui – tutta qui? – la grandezza della Madonna, ovunque la si trovi nelle strade di questo mondo: nell’infinitezza portare la finitezza e elevare la finitezza a infinitezza. L’umile donna di Nazareth che si trasforma, per un imperscrutabile disegno divino, in madre di Dio stesso, incredibile! Ma qui a Tsambíka qualcosa di questo grande mistero svela i suoi arcani, allorché si esce dalla cappella di pochi metri quadrati e s’osserva dall’alto la piccolezza di questo mondo. Il manto azzurro di Maria è azzurro non a caso: vuole svelare il mistero di una donna di casa eletta regina dell’universo. Un manto d’acqua e di cielo.

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