martedì 19 novembre 2013

Spišská Kapitula. I due poteri



Slovacchia profonda. Un castello e una cattedrale come metafora del rapporto Stato-Chiesa. Visita dell'agosto 1993

La Slovacchia, paese di recente costituzione dopo la separazione dalla Cechia, avvenuta il primo gennaio del 1993, è in realtà un luogo dove la storia si è fatta, si è costruita con una forza pari alle difficoltà: la guerra con gli ungheresi, il passaggio costante di migranti, l’impero austro-ungarico e quello russo, l’Unione Sovietica… Accompagnando un gruppo di giovani francesi, mi ritrovo a far un po’ di turismo alla ricerca di gioielli gotici, o giù di là. Ne trovo uno in particolare a Levoça, ma anche nei dintorni. La sorpresa più grande, però, me la riserva un luogo magico, che in pochi chilometri sintetizza l’umana lotta per il potere, che in Europa sostanzialmente si è riassunto nel conflitto tra Stato e Chiesa, attrazione fatale e lotta senza quartiere: Spišská Hrad e Spišská Kapitula, cioè il castello e la cattedrale. Quest’ultima, una vera e propria cittadella, comprende la cattedrale di San Martino, un ex monastero e un'unica strada, circondati da mura. Dalla porta inferiore si ha una magnifica veduta del Hrad, il castello di Spiš, che sorge sulla collina di fronte. Dal XII secolo ha acquisito importanza con una collegiata e un capitolo. Nel 1776 il luogo divenne diocesi e dal 1815 è centro teologico. La cattedrale data al XIII secolo. È un luogo che appare quasi indifeso rispetto alla possanza del sovrastante castello, con el torri campanarie che paiono da lontano giochi di bambola. Dall’alto, perché dal basso, al conrario, danno l’idea di una sfida al potere temporale, basta mettersi dalla giusta prospettiva ed ecco che le croci paiono lance rivolte al cielo e al castello. Il potere… è sempre una questione di prospettiva: da un lato appare possente e invincibile, dall’altro manifesta sempre la sua debolezza.

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