giovedì 24 gennaio 2013

Melbourne, la città più vivibile al mondo in Vespa


Viaggio in Asia e Oceania/2 - La capitale economica dell'Australia è grande, è bella, è ospitale. Per la sua origine e la sua multiculturalità pacifica. 

Non mi sarei mai aspettato di visitare quella che è stata nominata “la città più vivibile al mondo 2012” in Vespa! Eppure è successo grazie all’amico Luke, che ha una passione per lo scooter Piaggio. Così, lasciata la sua casetta che fa tenerezza nel quartiere di Richmond, abbiamo intrapreso un lungo tour per la grande città del sud-est dell’Australia su due ruote, un mezzo che da queste parti francamente è molto poco usato: le distanze sono tali da queste parti che non è né prudente né pratico usarlo. Melbourne, cioè 4 milioni di abitanti: fondata nel 1835 dal figlio di un galeotto, tal John Batman, che comprò (più o meno) la terra per pochi soldi dagli aborigeni Kulin, già vent’anni più tardi era diventata una grande città grazie all’irrefrenabile flusso d’immigrati provenienti dal mondo intero, e alla fine del secolo era la capitale industriale e finanziaria dell’Australia. Poi fu fondata la capitale di Camberra – per risolvere la rivalità con Sydney , nel 1927–, sfuggì alla distruzione della Seconda Guerra Mondiale e nel 1956 ospitò le olimpiadi. Melbourne è anche famosa per la mutevolezza meteorologica: qui in 24 ore si può passare dai 15 ai 40 gradi!
L’ingresso al centro è imperiale: superato il delizioso Como Park (quanti spazi verdi vedrò nella giornata!) e attraversato il fiume Yarra, che sostanzialmente divide la parte industriale della città da quella residenziale, ecco che appaiono le silhouette dei grattacieli del centro. Ma in primo piano appaiono le modernissime forme bianche, quasi estrose creazioni artistiche, dei templi dello sport, la passione più straordinaria e totalizzante che abbiano gli australiani. C’è il grande stadio circolare, da 100 mila posti, del cricket e del football australiano (Melbourne Cricket Ground); c’è lo stadio del football nostrano (Aami Park); e c’è pure quello dell’atletica (Olimpic Park); ancora, l’aula coperta per tanti altri sport e per i concerti (Melbourne Sports & Entertainements Centre); e infine gli stadi del tennis (Rod Laver Arena, The Oval e Hisense Arena). È il tempo degli Australian Open di Tennis, ed ovunque si vedono gli inservienti, gli atleti, gli addetti alla sicurezza, tutti vestiti d’azzurro.
Passata la sbornia d’architettura sportiva del Melbourne Park, una rampa stradale, una vera autostrada, scavalca di nuovo i meandri dello Yarra per arrivare ai piedi dei grattacieli. Una vista che impressiona. Ma che ben presto ridiventa normalità, allorché cominciamo a percorrere in Vespa, e poi a piedi, le grandi vie commerciali del centro (Swanston Street, Collins Strette, Mall…) e quelle più piccole che dovevano fungere solo da vie per i servizi, ma che poco alla volta si sono trasformate esse stesse in vie commerciali più a buon mercato per i commercianti e più familiari per gli acquirenti. Stradine che ospitano anche una gran quantità di bar coi loro tavolini posti al centro della via pedonale, dove si consuma gomito a gomito, in un’atmosfera semplice, un po’ retro e un po’ dandy, ma contemporanea e sempre in movimento, multiculturale, multirazziale, multireligiosa, multitutto.
I monumenti? Sì, visito le cattedrali cattolica, anglicana e luterana, il Parlamento dello Stato di Victoria, la Flinder Street Station, la Torre dell’Old Magistrate’s Court, il grattacielo Eureka e quelli Rialto. C’è Little India, Chinatown e il quartiere italiano. Tutto bello, tutto ben tenuto, un tocco di architettura vittoriana, un po’ di neogotico, un briciolo di neoclassicismo, molto modernismo… Ma non sono i monumenti che fanno Melbourne, né le belle strade, né i negozi, né l’arredo urbano. Melbourne è vivibile perché la gente vive in pace, pare non avere la fretta dei newyorkesi, la superbia dei parigini, la trascuratezza dei romani, l’altezzosità dei londinesi… Qui si vive perché si è venuti fin quaggiù per lavorare fianco a fianco con gente di altre culture e altre nazioni, per stare all’aria aperta, godere della vita in comune, far sport e sudare per il benessere. Per vivere bene. E ci si riesce, a Melbourne. Anche girando in Vespa.

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