mercoledì 2 luglio 2014

Punakha Dzong, dove s’è fatto il Bhutan

Viaggio in Nepal e Bhutan/9 - Nell'antica capitale del regno himalayano, uno dei più fantastici luoghi del Paese



Nel grande tempio all’interno dell’ancor più grande dzong di Punakha, un centinaio di monaci di tutte le età sta recitando un ossessivo mantra sotto gli occhi del Buddha, anzi, di tre Buddha. Ma anche dal Zhabdrung Ngawang Namgyal, che viene considerato l’unificatore del Bhutan, il padre della patria in qualche sorta, e che completò lo dzong, il palazzo-tempio fortificato, nel 1637, installandovi la bellezza di 600 monaci. Quelli di oggi hanno atteggiamenti assai diversi – c’è il giovanissimo, quasi un bambino, che scherza col compagnetto accanto a lui, l’adolescente che pare stia sollevando il mondo, il lama che sembra stia solo a contare le offerte dei fedeli –, ma tutti danno l’impressione di una grande fierezza, quella di far parte del piccolo-grande Bhutan himalayano.

Maestoso è questo dzong di Punakha, detto anche “Palazzo della grande felicità”. Non a caso Punakha è stata la prima capitale del Regno del Bhutan, nel 1907, proprio per la ricchissima storia che l’ha contrassegnata sin dalla fondazione. Qui a Punakha s’è fatto il Bhutan e forse si continua a farlo, più che nella nuova capitale Thimphu. Lo dzong si erge in posizione straordinaria, alla confluenza dei due fiumi della regione, il Mo Chhu e il Pho Chhu, che danno poi vita al Punak Tsang Chhu. I suoi muri straordinariamente alti e spessi (perimetro di 180 metri su 72), le sue decorazioni lignee preziose e raffinate, i suoi sapienti spazi, il suo primo cotile ombreggiato da un secolare albero di fichi, le sue scalinate d’accesso quasi verticale ai ballatoi finemente decorati, dai pavimenti giallini… Qui il Bhutan si esprime nella sua grandiosa bellezza tradizionale…

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